Pagaiamo sulla plastica?

10 Marzo 2023

E’ apparso sulla rivista “Pagaiando” di novembre 2022 un bell’articolo di Sergio Barbadoro che descrive in maniera precisa il grave problema della plastica in generale e, in particolare, la presenza di questo micidiale elemento nei corsi d’acqua e nel mare.

Pochi numeri servono ad evidenziare l’entità del problema; dal 1950, anno di inizio della sua produzione, sono stati fabbricati più di 9 miliardi di tonnellate di plastica che, oggi, è il terzo materiale più usato nel mondo dopo l’acciaio e il cemento. Ogni anno si gettano senza criterio più di 100 milioni di tonnellate di cui solo il 9% è riciclato; più plastica viene utilizzata, più ne viene gettata , si stima che la maggior parte finisca nei fiumi, nei laghi e nel mare.

Nel corso degli anni la plastica che giunge al mare, a forza dei continui urti, del sole, del vento, delle temperature si trasforma in particelle delle dimensioni infinitesimali che si misurano in nano e micro particelle, quasi atomi con diametri inferiori al milionesimo di millimetro. E’ facilmente comprensibile come queste micro particelle si inseriscano nella catena alimentare, specie tra i pesci che sono contaminati al 73%. Se pensiamo che il nostro mare Mediterraneo è uno dei più inquinati al mondo con la concentrazione del 7% di questi corpuscoli, non dobbiamo stare troppo allegri, sapendo che nel sale utilizzato per cucinare sono già state rilevate tracce delle nano particelle.

Indicati con questi pochi numeri e con la schematica illustrazione del processo di produzione di questi inquinanti dobbiamo fare una riflessione attenta anche sul nostro andare per fiumi e mari in canoa in quanto anche noi, inconsapevolmente, immettiamo una grande quantità di micro e nano plastiche. I pile e gli indumenti sintetici che utilizziamo spessissimo nelle nostre uscite, per l’effetto dello strofinio, immettono nell’aria nano plastiche che contaminano l’ambiente fino a entrare nel processo respiratorio animale. Il settore abbigliamento utilizza il 61% delle fibre sintetiche prodotte annualmente; ogni lavaggio in lavatrice di tessuti sintetici rilascia 1.900 nano particelle per capo lavato, particelle infinitesimali che non sono trattenute dagli impianti di depurazione ritornando quindi nell’ecosistema delle acque di consumo.

Dopo aver letto questi incredibili dati, la prima domanda che viene spontanea è: cosa possiamo fare? Ciascuno di noi può fare molto sapendo che l’uso della plastica è paragonabile al danno potenziale che può generare nell’ecosistema se non gestita correttamente per cui la lezione di base è: non disperderla nell’ambiente, recuperiamola, raccogliamola, ricicliamola, teniamo puliti i nostri corsi d’acqua.

Canottieri Padova, come tante altre realtà sportive e sociali nel mondo, organizza da diversi anni, il 25 marzo, una giornata ecologica dedicata alla pulizia del fiume. I ragazzi dei corsi Under 14 scendono con le canoe lungo il corso del Bacchiglione per circa 5 km, dalla sede sociale fino alla periferia di Padova, raccogliendo con i propri guanti la plastica depositata dal fiume, ma specialmente versata in maniera maleducata dalle persone; i sacchetti pieni sono poi stivati nelle barche da soccorso che seguono il corteo per dare loro sostegno operativo. A fine serata, tornati in sede, le decine di sacchi sono consegnati a un mezzo della nettezza urbana. La giornata serve a trasmettere un messaggio forte e un insegnamento diretto a tutti i ragazzi che poi difficilmente dimenticheranno nella vita; è anche un monito ai soci per curare con attenzione il Bacchiglione, la nostra palestra naturale, frequentata da più di 100 anni da tante barche, di tutti i tipi, tutti i giorni, per molte ore.

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